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Olivi di Mattinata
Olivi di Mattinata,
verdi argentati, buoni di olio,
baciati dal sole del sud,
liberi dal fuoco nemico,
di uomini che non lasciano respiro,
su questa terra, dove gli vecchi padri,
hanno lavorato e arato,
hanno raccolto e pianto,
l'olio santo e l'aria sana,
respiro di altri tempi,
respiri di un tempo passato,
ricordi di un tempo dimenticato.
di Maria Cristina La Torre
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Racconto
Il Pianto dell’Olivo
L’olivo argentato del Gargano piange con il lamento affamato d’acqua, non piove, non piove da un pezzo, non si vedono nuvole nel cielo e il sole continua a splendere. Le chiome smorte appassite non sono colme di grappoli d’olive, non piove. L’olivo sente ancora nell’aria gli echi dei lamenti degli alberi dei boschi mentre bruciano di dolore e fiamme. I boschi scarni non attirano le nuvole e la pioggia, l’aria si fa mesta e piove cenere.
Il pianto degli alberi dei boschi, quelli rimasti, rivolti agli olivi esclamano la loro rabbia...«Tu olivo, sei fortunato, produci olive e olio, un nutrimento doni agli uomini e loro ti ricompensano arando la tua terra, ti danno da bere con acqua delle loro riserve, raccolgono i tuoi frutti, ti potano i rami e ti ringiovaniscono. Ma noi alberi di bosco non serviamo, non produciamo alimento, ma solo foglie e sterpaglie, siamo abbandonati, non ammirati, non amati e quando gli uomini sono annoiati o dispettosi, ci bruciano e ci guardano da lontano far fiamme e un vuoto desolante». Il pianto dell’olivo si erge nell’aria e grida il suo dolore. «Ho fame e ho sete, ho fame d’aria, ho sete di acqua pura. Gli stupidi uomini vi bruciano, voi amati alberi che siete miei simili, vi bruciano e i boschi spariscono, non arrivano più nuvole e pioggia. Se voi non ci siete non piove, non pioverà mai più, l’aria si impoverisce, non si respira più bene come prima, tu, tutti voi benedetti alberi, nella vostra moltitudine producete aria buona e con voi arrivano nuvole e pioggia ed è vita migliore per noi e gli uomini, ma loro poveri uomini non amano più l’aria buona, l’acqua pura, assuefatti come sono dall’aria della loro città, sono lontani dal benessere naturale.
Gargano, estate 2007
7/10/07
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