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Premio di Poesia religiosa Internazionale
"Santa Maria della Luce"
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Edizione 2008
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Articolo - Foto e alcune poesie premiate I° Edizione 2005
Mattinata — FG
Premio Santa Maria della Luce
Si è svolta il 30 aprile a Mattinata, turistica cittadina della provincia di Foggia, la manifestazione di premiazione della prima edizione del premio di poesia religiosa “Santa Maria della Luce”. La cerimonia, che si è svolta presso la prestigiosa sede del Museo Civico, si è rivelata un vero e proprio successo per l’alta presenza di poeti e di convenuti. All’intervento del presidente dell’Accademia Internazionale
“Il Convivio”, Angelo Manitta, si sono susseguiti quelli della delegata di Mattinata, Maria Cristina Latorre, del direttore della rivista nonché presidente del Premio, Enza Conti, mentre il Presidente della giuria Rosa Spera, si è soffermata sulla validità delle opere partecipanti al concorso e sull’importanza della poesia come mezzo di comunicazione. La Giuria inoltre era composta da Giovanni Di Girolamo,
Antonia Izzi Rufo e Angelo Manitta. Il comune di Mattinata è stato rappresentato dall’assessore alla cultura Raffaele Latino. Ad aprire la manifestazione sono stati i giovani dell’Associazione UAL accompagnati dalla responsabile Anna Ruggiero. Invece i ragazzi dell’associazione teatrale
“L’Airone”, presieduta da Matteo Guerra, hanno chiuso con una suggestiva interpretazione in dialetto mattinatese.
I premiati: Sezione Stranieri: Primo premio assoluto:
1) Michel Martin (Francia) con Triptyque, 2) Ferraro Nilva (Brasile) con Dadivas (doni) do senhor, 3) Molinier Paul (Francia) Si c’etait vrai.
Sezione 1, Poesia in lingua italiana: Riconoscimenti di merito: Maria Addolorata Audi, Lina Cammarano, Teresa Di Maria, Immacolata Venturi, Potenza Stefania Baldissin, Donatella Paciarotti Valle, Miele Paola, Sabato Laudato, Magri Michele, Ciccotti Annalisa, Lembo Alberta Flora, Amelia Rita, Candela Maria, Valentini Amelia, Conte Simona, Prencipe Angela, Mazza Pierdamiano Marcello, Elia Maria Antonietta, Cerbone Alberto, Presutti Anna, Spartaco Colelli.
Menzione d’onore: Di Marco Alfredo (Capaccio Scalo - SA), Paletti Gabriella (Recanati - MC). Segnalazione di merito Cambria Salvatore (Cattafi — ME), Catalano
Pietro (Roma), Urrasio Michele (Lucera — FG).
Primi premiati: al quinto posto si è classificato Tarabbia Carlo (S. Donato Milanese - MI) con Anagogia. 4) Blandamura Spes (Salerno) con Preghiera, 3) Manzoni Giacomo (Lavis - TN) con Jefte, 2) Mangiantini Floriano (Firenze) con Preghiera di pace a Maria.
1) Campanalunga M. Serena (Trani - BA) con A madre Teresa,
A Madre Teresa
Madre,
se la mia è una strada di vetro,
e un’ancora di ruggini la ferma
non affievolire il tuo fulgore.
E anche se vincolata
ad una nitidezza di cieli
non credermi assente alle tue parole.
Le ore si levano sbandate
in stupidità di miserie,
con matrici di fango
riaffiorano
nei miei occhi disfatti.
Accogli questo destino,
maturare d’istinti
spoglio di catene e miti.
Forse un domani
il filo di memorie ti svelerà
quando la mano del dolore
e passi accorciati ed incerti
mi sfioreranno ad ogni angolo
a ricordarmi che sono tua Figlia.
Maria Serana Campanalunga e l’ass. Raffaele Latino
Premi speciali: Premio speciale “Il Convivio”: Epifani Furno Maria Teresa (Sorrento - NA) con Preghiera del pescatore. Motivazione: «Armonie di bellezza nel “tramonto che accende la scogliera” dove s’innalza la preghiera dei pescatori alla “coronata Signora della Lobra”. Una richiesta alla vergine di benedizione per un altro giorno affidato al mareggiare, che sia faro per il ritorno il radioso splendore dei Suoi occhi. Versi che esaltano il valore intrinseco del componimento, la fluida musicalità, l’accentuata
spiritualità dell’Autrice» (Rosa Spera). Premio speciale “Comune di Mattinata” a Ianuale Gianni (Marigliano — NA) con Alla gloriosa Santa Madre. Motivazione: «“Contadino del cielo” per poter coltivare nei campi celesti “i semi della grazia”. È questa la fervida invocazione che l’Autore sommessamente volge alla Gloriosa S.S. Madre. La supplica, ricca di spunti riflessivi, è un’accorata richiesta
di purificazione attraverso i Sacramenti, è la constatazione che attraverso “la preghiera del Rosario” superiamo gli scogli “dell’impervio cammino”. Poesia dotata di ottima forma espressiva che alimenta un dettato vibrante di fede e spiritualità » (Rosa Spera).
Premio speciale Giuria a Falato Nino (Manfredonia — FG) con E tu venisti padre. Motivazione:
«Suggestioni mistiche si fondono all’intensa trepidazione che pervade l’anima dell’Autore nel descrivere l’incontro con un Santo dei nostri giorni (Padre Pio). “E tu venisti padre / e con calice traboccante candore di gigli / dissetasti le mie ferite”. Nell’accattivante dolcezza dei versi impreziositi da appropriate metafore, emerge la certezza di una raggiunta maturità poetica che conferisce alla poesia stile, efficacia espressiva e ricchezza formale» (R. Spera).
Sezione 2 Poesia Scuole. Scuole Superiori. 3) Volpe Carmen (Palinuro — SA) con Respiro.
2) Conte Roberta (Lamon — BL) con Sentimenti, 1) Venturini Cassandra (Lendinara — RO) con Alla porta del cuore. Motivazione: «Un’accorata invocazione a Dio perché bussi alla porta del
cuore degli uomini e li illumini a ritrovare la via del bene e della speranza, in un mondo pervaso da conflitti interiori ed esteriori, dove la stessa gioia del vivere pare sia quasi del tutto smarrita. Nel solco della poesia moderna, in versi profondi e autenticamente ispirati, l’autrice ci dà un saggio delle sue già significative capacità poetiche, ma anche foriere di ampi sviluppi, stante la sua giovane età e il concetto
di poesia già abbondantemente permeato in lei».
Scuole Media ed elementare. Riconoscimenti di merito: Prencipe Giovanni, Bisceglia Martina (Mattinata — FG), Rossana Tauro, Maria Antonietta Fiume (Fasano — BR). 3) classificata: La Torre Michela (Mattinata — FG) con S. Maria della Luce. Motivazione: «Un inno alla Madonna
della Luce, la cui metafora — la luce che illumina le tenebre psichiche ed ideali dell’umanità, oggi più che mai — si estrinseca in versi semplici ma intensi nell’anima di una bambina, di cui rifulge anche la purezza osservatrice e meditabonda, dove tuttavia la speranza fa capolino attraverso una fede profonda e convinta. Impostazione e sviluppo versificatorio più che buoni, sostenuti anche da un ritmo tonale
non indifferente, segno che il concetto poetico è presente nell’autrice». 2) Classe 4ª elementare (Stornarella - FG) con Notte d’incanto. Docenti: Ripalta Guerrieri, Ornella Puglialonga, Antonella Siconolfi. I ragazzi: Asman Roman, Candelini Ilaria, Ciccone Daniela, Colia Gerardo, Costa Andrea, Croce Ilenia, Curci Milena Chiara, D’Aniello Gerardo, Di Lago Francesco, Di Palma Eleonora, Ferrara Ferminio Ottavio, Fradusco Chiara, Gargano Angelo, Lucente Antonio, Mastrapasqua Erika, Olivieri Alfonso, Peraj Lediana, Reibaldi Antonio, Rispoli Margherita, Teneriello Emanuele, Zagaria Francesco.
Notte d’incanto
- O vecchio pastore
che dai monti scendi
dove vai così stanco
in questa notte colma d’incanto?
- Sento una dolce
voce che mi chiama
e pian mi sussurra
“AMA”!
Mentre cammino
nella notte scura
solo mi guida una divina stella
ad una capanna mi conduce
dove il Bimbo Gesù
vestito è di Luce.
.
Primo premio assoluto: 1) Mercurelli Francesco (Roma) con Madonna della Luce.
Motivazione: «La semplicità versificatrice — che non è assolutamente riduttiva — si estrinseca in concetti di incantata osservazione e fantasia, di ciò che esprime la natura o la ricorrenza di festività. Qualche vena di larvato pessimismo, tipico della gioventù di oggi, qui segnato anche da drammi e problematiche familiari» (Giovanni Di Girolamo).
Sezione 3 Poesia dialettale. Riconoscimenti di merito: Deleo Angelo, Basile Carmela, Brescia Nicola. Menzione d’onore: Pozzi Paolo (Vedasco di Stresa — VB), Mordini Alessandro (Porto Recanati MC). Segnalazione di merito: Motolo Pasquale (Crispano NA).
3) Classificato: Cerasuolo Vincenzo (Marigliano NA)
con Gocce ‘e chianto.
Gocce e’ chianto
‘Nchiuvato mane e ppiere ‘ncopp’ ‘a croce,
priava ‘o Pate sujo cu tutt’ ‘a voce
‘e perdunà’ a chi ll’aveva acciso
e comm’a mariuolo ‘ncroce miso.
... E quanno dette ll’urdemo suspiro,
‘o cielo se facette niro niro;
pe’ ‘nu mumento, sulo ‘nu mumento,
peffino Dio perdette ‘o sentimento:
cchiù llampe e ttrone Isso ne mannaje,
e ssott’ ‘e piere ‘a terra assaje tremmaje;
ma po’ penzaje ‘e pparole d’ ‘a Creatura
e lle passaje tutt’ ‘a ‘ngazzatura.
Se cummuvette Dio, e perdunaje;
pe’ bia ‘e ‘stu Figlio tutto se scurdaje;
ma ‘nnanz’a ll’uocchie s’acalaje ‘nu velo...
e gocce ‘e chianto ne manna e d’ ‘o cielo.
2) Tuccari Carmela (Catania) con Chiantu di matri.
Chiancisti , Matri, di prejiu
quannu, ‘ntra li dogghi,cantau
maravigghi la Vita
e ripusau supra lu pettu
to palumminu tu çiatu
di l’Amuri divinu
pi ‘nciammari lu Munnu ...
Ma l’omu si ‘mpidugghiava
‘nta lazzola di piccato.
E Tu l’addevu di sta terra
addattavi a latti e meli...
Ammucciuni chiancisti
attagghiu a li petri caudi
di ‘n-fucularu, fimmina
comu all’autri ca ‘mpastavi
pani e jievi a la funtana ...
E iddu curreva nta strati
‘mmazzacanati e jianchi
vivulu e jiuculano
o ‘ncucchiava sodu sodu
scardi di lignu ‘n-cruci.
Tu taliavi di luntanu
e ti piddichiava lu cori...
E nta na gnuni di l’arma
sarvavi, sapitura,
lu scantu e lu pinzeri.
Sutta na cutra di celu
lu tempu scudduriava
la cruna di li so jiorna
e a l’ummira di l’alivi
Tu ‘ntrizzavi na Tila
cu spighi e cu ruvetta
‘Nzina ca ghicau dd’ura
di lu triulu nnanzi la Loria
E s’attassau lu sangu
e si spriparau lu cori
‘n-facci a ddu nnuccenti
vinnutu e lazzariatu.
Ma non chiancisti, Matri
e mancu schígghi jittasti,
di mmarmuru ‘ntagghiata!
1) Foti Nuccia (Reggio Calabria) con Non ‘ndavi cchiù.
Non nd’avi cchiù rindini ndo’ cielu
diciva nu’ vecchiu sittatu nta nu’ bizzolu,
nta’ ll’occhi aiva n’umbra com’ un velu
e nci viniv’a’menti quand’era nu’figghjolu-
“Na’ vota, facivamu a cumèddia strati strati
ora non joca cchiu’ nuddu ‘a mucciunedda
na’ vota ndi tinivarnu ra’ manu comu frati
dda’ murra ‘i bbastaseddi ... ch’ era bedda
Non nd’ avi cchiu’ papaviri e jinestra
non nd’ avi cchiu’ cicali a’mmenz’u ranu
non ndi virimu cchiu’ culuri ra’ finestra
non cantanu cchiu’i riddi nta’ ddu’chianu
Non nd’ avi cchiu’ sciumari nto’ so’ lettu
non nd’ avi cchiu’ pisci nta’ ddi’ rizzi
non nd’ avi cchiu’ fiìlej sutta stu’ tettu
nte’ strati nci su’ muntagni di’ mundizzi
Non nd’ avi cchiù rispettu nte’ famigghj
non nd’avi cchiu' mammi ch’ann ‘u latti
vannu dicendu chi non ndi vonnu figghj
e comu nd’ annu unu, pari chi su' spatti
Non ad’ avi cchiu’ palori senza ‘ngiuria
non nd’ avi cchiù amici senza ‘ngannu
cu’ ciangi e poi pirduna, è ggenti spuria
e si’ sgarri pi’ na’ vota, non ti sciaurannu
Non nd’ avi cchiu’ prisepi pi’ Natali
cu Bambinuzzu ‘a nnaca u sceccu e u boi
vannu facendu arburi cu’ luci e cu’ riali
ma non nci sannu diri cu’ è Diu e figghj soi
Non ndi sentimu cchiu’ sunari ciarameddi
chi nci’ ricívanu a tutti chi nascìu Gesù
a stessa vuci pi’ ricchi e pi’ povereddi
ddu’ sonu strati strati non si senti cchiu’
Non nd’ avi cchiu’ crucifissi pi’ priari
ora chi l’omini vonnu stari o postu i Diu
non nd’ avi Santi ca’ barba nta’ ll’artari
stu mundu è suttasupra, i chiattu si ndi ju
Oh Patri, chi ddumi e stuti tutt’i stiddi
non nd’ aiu cchiu’ occhi pi’ ciangiri
sta lama ch’aiu nto cori, ma’ zziccaru iddi
Si inisi na’ cruci ‘a spadda, e si ndi vosi iri.
Ddu vecchiu, na’ vota faciva ‘u piscaturi
e so’ Mamma, i nomu ‘u chiamàu Gesù
Si ‘ndi ju ciangendu, Nosthru Signuri,
pirchi’ paci nto’ mundu non nd’aiva cchiù.
Nuccia foti (a destra) e la Presidente della giuria Rosa Spera
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